21
Marzo
2024
21 Marzo 2024
Confimi Industria, Confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata, e Confsal, Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori, siglano il primo contratto nazionale multi-manifatturiero racchiudendo in un testo unico le basi delle relazioni industriali per numerosi settori: dal tessile alla chimica, dalla plastica alla gomma, dall'alimentare al legno-arredo.
Un nuovo contratto collettivo intersettoriale che, se da una parte contiene norme comuni a tutti i settori produttivi non già contrattualizzati, dall'altra declina le norme settoriali come l'inquadramento professionale, le tabelle salariali e l'orario di lavoro. A sottoscrivere il CCNL il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli e il Segretario generale di Confsal Angelo Raffaele Margiotta (in foto). Presente all’evento anche il già ministro del Lavoro, Cesare Damiano, secondo il quale l’innovativo CCNL Confimi Industria-Confsal può costituire la base di un valido sistema di relazioni.
Il contratto è un unicum sotto diversi punti di vista: è introdotta l’apertura alla partecipazione di un rappresentante dei lavoratori all'interno del cda delle imprese, è valorizzato il titolo di studio dei dipendenti associato a determinati livelli di inquadramento, e una grande attenzione è posta nelle definizioni del trattamento economico (sia di base che globale) e nel favorire la contrattazione del premio di risultato. Ancora: l’eventuale possibilità di distribuire l'orario di lavoro su 4 giorni, di norma fissato a 36 ore, a parità di salario. Tra le particolarità, l'introduzione del contratto di rete tra più imprenditori con particolare attenzione alla co-datorialità.
Confermata la contrattazione a due livelli, meno ingessata rispetto alle consuetudini, e novità in termini di calcolo di indennità per vacanza contrattuale. Infatti, in caso di mancato rinnovo del CCNL, questa scatterà in automatico dal mese successivo alla scadenza e sarà calcolata in percentuale al tasso inflattivo dell'anno precedente.
Grande attenzione è dedicata anche alla cultura della sicurezza sul lavoro, mettendo al centro la persona e privilegiando la prevenzione, la formazione e gli investimenti nell'ambito in questione, anche tramite la promozione dei MOG-SGSL e la tutela legale dei preposti.
"Una firma - sottolinea Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria - che mette a terra uno dei capisaldi con cui è nata la Confederazione, ovvero la stesura di un contratto unico che semplifica e riduce il numero dei contratti attraverso l'adozione di norme intersettoriali caratterizzanti delle pmi della manifattura italiana". Conclude: "un contratto che va nella direzione delle contrattazione di qualità, di lotta al dumping salariale e normativo".
Anche il Segretario Angelo Raffaele Margiotta sottolinea che "il contratto Confsal-Confimi Industria, rappresenta una nuova concezione moderna e avanzata della contrattazione di qualità. A favore del lavoratore ci sono innovativi istituti, come il preavviso attivo col quale l’azienda supporta il lavoratore nella sua ricollocazione; l’indennità di professionalizzazione, che riconosce la maggiore qualificazione del dipendente, e, unico esempio nel panorama nazionale, abbiamo stabilito per via contrattuale il salario minimo tabellare, e sottolineo tabellare, di 9 euro orari. Questi sono solo alcuni esempi in cui si concretizza la massima tutela dei lavoratori destinatari del CCNL sottoscritto".

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Aprile
2026
29 Aprile 2026
Cambio al vertice di Confimi Edilizia: Renato Della Bella è il nuovo presidente. Il passaggio di testimone apre un mandato quadriennale orientato al consolidamento e al rilancio del settore.Imprenditore veronese, legale rappresentante di IDB srl, azienda specializzata nella produzione di componenti prefabbricati per infrastrutture industriali, terziario e opere stradali e ferroviarie, Della Bella porta al vertice una lunga militanza associativa: già vicepresidente di Confimi Industria con delega al Credito e alla Sicurezza sul lavoro, ha guidato Confimi Veneto e Confimi Verona. Il mandato si apre nel segno della continuità, ma con un orizzonte più ampio. Partendo da una fotografia aggiornata del settore, la presidenza intende calibrare l’azione associativa sui bisogni concreti dei diversi comparti. Sul fronte contrattuale, l’obiettivo prioritario è estendere la copertura del CCNL oltre il perimetro tradizionale dell’edilizia, includendo tutte le realtà manifatturiere che con le costruzioni condividono materiali, mercati e sfide - dal legno al marmo, lungo una filiera vasta e storicamente poco rappresentata. Parallelamente, Della Bella intende a rafforzare il dialogo con il Governo su sicurezza nei cantieri e Codice degli appalti, due fronti su cui la categoria chiede risposte strutturali. Un’altra direttrice strategica è quella della rete. La nuova presidenza punta a costruire alleanze più solide con le altre associazioni di categoria per affrontare insieme i grandi temi trasversali: formazione, casse edili, accesso al credito e ai finanziamenti. Nodi che pesano sulle imprese, in un settore che resta uno dei più strategici e trainanti dell’economia italiana, con un impatto diretto e indiretto sull'intera filiera produttiva del Paese. “Sono onorato della fiducia che mi è stata accordata e ringrazio il presidente uscente Sergio Ventricelli per il percorso avviato negli ultimi sei anni – dichiara Della Bella - Il nostro settore ha attraversato anni difficili ma ha dimostrato una straordinaria capacità di resistenza e adattamento. Lavoreremo, con metodo e visione, per dare alle nostre imprese tutti gli strumenti necessari per competere”.
10
Aprile
2026
10 Aprile 2026
Nel mercato italiano delle costruzioni, più di ogni altra cosa continua a pesare l'aumento dei costi. Specialmente per quelle aziende che non hanno beneficiato direttamente del Pnrr, che anzi ha generato l’ondata del rialzo dei prezzi. Anche il caro energia impatta negativamente, in particolare sul costo di materiali come l'asfalto e il calcesteruzzo. Infine, altro elemento delicato, resta la scarsità di mano d’opera.