21
Giugno
2022
21 Giugno 2022
Ampliare la platea dei soggetti affidabili cui gli istituti di credito possano cedere i crediti generati dai bonus e superbonus, rivedere la quarta cessione in maniera più flessibile e utilizzabile e prevedere che i crediti eventualmente ancora non ceduti a fine 2022 possano essere utilizzati nel 2023 per acquistare BTP in sede di collocamento, sottoscrivendo nuove emissioni dei titoli di Stato con scadenza non inferiore ai dieci anni: sono queste le proposte avanzate da Confimi, chiamata a esprimersi alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla disciplina fiscale della cessione del credito d'imposta e dello sconto in fattura relativamente al DL34/2020. “Siamo consapevoli – ha ricordato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Industria Edilizia – che sia necessario preservare il meccanismo normativo della monetizzazione dei bonus edilizi alla luce delle importanti ricadute sui conti pubblici e che al tempo stesso non bisogna venir meno alle più che condivise esigenze di contrasto all’utilizzo indebito delle agevolazioni, bisogna però evitare, che l’intero comparto dell’edilizia subisca conseguenze irreparabili, magari organizzando una calendarizzazione sostenibile, affinché il comparto blocchi per tempo eventuali nuove iniziative”. Confimi ha più volte ribadito la necessità di assicurare la praticabilità dei bonus fiscali edilizi secondo le modalità prefissate: al 31 dicembre 2022 per gli edifici e le villette familiari e fino al 31 dicembre 2023 per gli edifici condominiali e uniproprietari. “Riteniamo prioritario - ha concluso Ventricelli - uscire dallo stallo dovuto all’incertezza normativa che ha innescato un effetto domino partito dalle banche che si è poi riversato sulla filiera delle costruzioni, mettendo a rischio cantieri già avviati e interventi pianificati da tempo a causa della drammatica carenza di liquidità".
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Aprile
2026
29 Aprile 2026
Cambio al vertice di Confimi Edilizia: Renato Della Bella è il nuovo presidente. Il passaggio di testimone apre un mandato quadriennale orientato al consolidamento e al rilancio del settore.Imprenditore veronese, legale rappresentante di IDB srl, azienda specializzata nella produzione di componenti prefabbricati per infrastrutture industriali, terziario e opere stradali e ferroviarie, Della Bella porta al vertice una lunga militanza associativa: già vicepresidente di Confimi Industria con delega al Credito e alla Sicurezza sul lavoro, ha guidato Confimi Veneto e Confimi Verona. Il mandato si apre nel segno della continuità, ma con un orizzonte più ampio. Partendo da una fotografia aggiornata del settore, la presidenza intende calibrare l’azione associativa sui bisogni concreti dei diversi comparti. Sul fronte contrattuale, l’obiettivo prioritario è estendere la copertura del CCNL oltre il perimetro tradizionale dell’edilizia, includendo tutte le realtà manifatturiere che con le costruzioni condividono materiali, mercati e sfide - dal legno al marmo, lungo una filiera vasta e storicamente poco rappresentata. Parallelamente, Della Bella intende a rafforzare il dialogo con il Governo su sicurezza nei cantieri e Codice degli appalti, due fronti su cui la categoria chiede risposte strutturali. Un’altra direttrice strategica è quella della rete. La nuova presidenza punta a costruire alleanze più solide con le altre associazioni di categoria per affrontare insieme i grandi temi trasversali: formazione, casse edili, accesso al credito e ai finanziamenti. Nodi che pesano sulle imprese, in un settore che resta uno dei più strategici e trainanti dell’economia italiana, con un impatto diretto e indiretto sull'intera filiera produttiva del Paese. “Sono onorato della fiducia che mi è stata accordata e ringrazio il presidente uscente Sergio Ventricelli per il percorso avviato negli ultimi sei anni – dichiara Della Bella - Il nostro settore ha attraversato anni difficili ma ha dimostrato una straordinaria capacità di resistenza e adattamento. Lavoreremo, con metodo e visione, per dare alle nostre imprese tutti gli strumenti necessari per competere”.
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Aprile
2026
10 Aprile 2026
Nel mercato italiano delle costruzioni, più di ogni altra cosa continua a pesare l'aumento dei costi. Specialmente per quelle aziende che non hanno beneficiato direttamente del Pnrr, che anzi ha generato l’ondata del rialzo dei prezzi. Anche il caro energia impatta negativamente, in particolare sul costo di materiali come l'asfalto e il calcesteruzzo. Infine, altro elemento delicato, resta la scarsità di mano d’opera.