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news

05 Aprile 2022

Bonus edilizia: le gravissime criticità del DL 25 febbraio 2022, n.13

L'analisi di Artale, DG di Finco e Resp.le Segreteria Tecnica Confimi Edilizia

"Da un lato si richiede l’applicazione di un determinato “Contratto Unico”, dall’altro, si consente che una stessa impresa possa aggiudicarsi un appalto e poi subappaltarne l’esecuzione al 100%, senza neanche curarsi più di rispettare il massimo ribasso del 20% tra appalto e subappalto, con buona pace della sicurezza e della qualità delle opere". Qui di seguito il link per poter leggere l'intervista completa su Strade&Autostrade

ULTIME news

21 Giugno 2022

“BONUS FISCALI? SI STA CREANDO UN PERICOLOSO EFFETTO DOMINO”

Ventricelli, Confimi Edilizia, sulle criticità dell'attuale meccanismo

Ampliare la platea dei soggetti affidabili cui gli istituti di credito possano cedere i crediti generati dai bonus e superbonus, rivedere la quarta cessione in maniera più flessibile e utilizzabile e prevedere che i crediti eventualmente ancora non ceduti a fine 2022 possano essere utilizzati nel 2023 per acquistare BTP in sede di collocamento, sottoscrivendo nuove emissioni dei titoli di Stato con scadenza non inferiore ai dieci anni: sono queste le proposte avanzate da Confimi, chiamata a esprimersi alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla disciplina fiscale della cessione del credito d'imposta e dello sconto in fattura relativamente al DL34/2020. “Siamo consapevoli – ha ricordato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Industria Edilizia – che sia necessario preservare il meccanismo normativo della monetizzazione dei bonus edilizi alla luce delle importanti ricadute sui conti pubblici e che al tempo stesso non bisogna venir meno alle più che condivise esigenze di contrasto all’utilizzo indebito delle agevolazioni, bisogna però evitare, che l’intero comparto dell’edilizia subisca conseguenze irreparabili, magari organizzando una calendarizzazione sostenibile, affinché il comparto blocchi per tempo eventuali nuove iniziative”. Confimi ha più volte ribadito la necessità di assicurare la praticabilità dei bonus fiscali edilizi secondo le modalità prefissate: al 31 dicembre 2022 per gli edifici e le villette familiari e fino al 31 dicembre 2023 per gli edifici condominiali e uniproprietari. “Riteniamo prioritario - ha concluso Ventricelli - uscire dallo stallo dovuto all’incertezza normativa che ha innescato un effetto domino partito dalle banche che si è poi riversato sulla filiera delle costruzioni, mettendo a rischio cantieri già avviati e interventi pianificati da tempo a causa della drammatica carenza di liquidità".

23 Marzo 2022

PROROGA TERMINE LAVORI PER COSTI DI ENERGIA E MATERIE PRIME

Ventricelli (Confimi Edilizia): "Si estenda anche ai contratti privati"

"Gli aumenti delle materie prime e dell'energia non sono cause imputabili alle imprese edili e siamo soddisfatti che finalmente il Governo lo abbia riconosciuto in un decreto permettendo inoltre alle imprese di chiedere la proroga del termine per ultimare i lavori, i servizi o le forniture nel termine contrattualmente previsto" così Sergio Ventricelli presidente di Confimi Industria Edilizia commentando la misura inserita nel Decreto n°21 del 21 marzo 2022 recante "Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina". Soddisfazione, certamente ma non mancano anche le amare considerazioni. "Si poteva e si doveva intervenire prima – precisa Ventricelli sottolineando le difficoltà della categoria – le nostre imprese infatti subiscono aumenti di prezzi folli da mesi. I ponteggi aumentano di settimana in settimana. I fornitori ormai fanno il prezzo quando la merce arriva, non quando facciamo gli ordini. La carenza di materiali obbliga a fare scorte, il che pure ha un costo. Senza dimenticare che questa iniziativa del Consiglio dei Ministri si riferisce esclusivamente agli interventi nel settore pubblico, tralasciando le numerosissime aziende che invece lavorano nel privato". "E per loro?" s'interroga il presidente di Confimi Edilizia "Mica si può scaricare del tutto sui clienti gli aumenti dei costi" riflette. “Il bonus 110% per ora ha prodotto aumenti di costi perché si presta anche a speculazioni. Ma il problema vero è nel Codice degli Appalti, che pone troppi vincoli per cui non si possono velocizzare le procedure" sottolinea Ventricelli e in chiusura aggiunge "C'è una quantità di lavoro enorme, ma non si riesce a scaricarla a terra. È qui, che la politica deve intervenire, rapidamente e senza ulteriori indugi”.