01
Marzo
2021
01 Marzo 2021
La Giunta regionale lombarda, ha individuato le tipologie di opere e interventi che rientrano tra quelli privi di rilevanza ai fini sismici per la pubblica incolumità, che - tra l'altro - sono la maggior parte di quelli previsti. Un importante passo avanti in termini di sburocratizzazione in ambito edilizio e delle costruzioni. Un passo avanti verso la semplificazione e la digitalizzazione, dunque, poichè - d'ora in poi - tutto sarà gestito tramite la modulistica edilizia unificata. Si avvia, in questo modo, il percorso di unificazione della procedura edilizia e della procedura sismica. Per questa tipologia di interventi non sarà più necessario presentare la richiesta di "deposito sismico", un procedimento burocratico amministrativo, ma sarà sufficiente presentare istanza di acquisizione del titolo abilitativo edilizio, cioè per esempio il permesso di costruire. Presentando questo documento la comunicazione edilizia varrà anche come comunicazione di deposito sismico. In precedenza era necessario procedere sia alla comunicazione di deposito sismico che all'acquisizione del titolo abilitativo. Due procedimenti autonomi obbligatori, ora invece basta un solo procedimento che assorbe entrambi. Questo solo per gli interventi privi di rilevanza sismica. La semplificazione delle procedure sismiche dovrebbe avere ricadute sull'intero territorio regionale, beneficiandone sia i Comuni, titolari sia del procedimento edilizia sia del procedimento sismico, che imprese e cittadini.
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Aprile
2026
29 Aprile 2026
Cambio al vertice di Confimi Edilizia: Renato Della Bella è il nuovo presidente. Il passaggio di testimone apre un mandato quadriennale orientato al consolidamento e al rilancio del settore.Imprenditore veronese, legale rappresentante di IDB srl, azienda specializzata nella produzione di componenti prefabbricati per infrastrutture industriali, terziario e opere stradali e ferroviarie, Della Bella porta al vertice una lunga militanza associativa: già vicepresidente di Confimi Industria con delega al Credito e alla Sicurezza sul lavoro, ha guidato Confimi Veneto e Confimi Verona. Il mandato si apre nel segno della continuità, ma con un orizzonte più ampio. Partendo da una fotografia aggiornata del settore, la presidenza intende calibrare l’azione associativa sui bisogni concreti dei diversi comparti. Sul fronte contrattuale, l’obiettivo prioritario è estendere la copertura del CCNL oltre il perimetro tradizionale dell’edilizia, includendo tutte le realtà manifatturiere che con le costruzioni condividono materiali, mercati e sfide - dal legno al marmo, lungo una filiera vasta e storicamente poco rappresentata. Parallelamente, Della Bella intende a rafforzare il dialogo con il Governo su sicurezza nei cantieri e Codice degli appalti, due fronti su cui la categoria chiede risposte strutturali. Un’altra direttrice strategica è quella della rete. La nuova presidenza punta a costruire alleanze più solide con le altre associazioni di categoria per affrontare insieme i grandi temi trasversali: formazione, casse edili, accesso al credito e ai finanziamenti. Nodi che pesano sulle imprese, in un settore che resta uno dei più strategici e trainanti dell’economia italiana, con un impatto diretto e indiretto sull'intera filiera produttiva del Paese. “Sono onorato della fiducia che mi è stata accordata e ringrazio il presidente uscente Sergio Ventricelli per il percorso avviato negli ultimi sei anni – dichiara Della Bella - Il nostro settore ha attraversato anni difficili ma ha dimostrato una straordinaria capacità di resistenza e adattamento. Lavoreremo, con metodo e visione, per dare alle nostre imprese tutti gli strumenti necessari per competere”.
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Aprile
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10 Aprile 2026
Nel mercato italiano delle costruzioni, più di ogni altra cosa continua a pesare l'aumento dei costi. Specialmente per quelle aziende che non hanno beneficiato direttamente del Pnrr, che anzi ha generato l’ondata del rialzo dei prezzi. Anche il caro energia impatta negativamente, in particolare sul costo di materiali come l'asfalto e il calcesteruzzo. Infine, altro elemento delicato, resta la scarsità di mano d’opera.